Perdere

La vera vittoria è imparare a saper perdere, sai. Anche perdere senza mai avere avuto. E' smetterla di trasformare l'amore per te in polvere da nascondere sotto il tappeto, fingendo d'ignorarti. E' ammettere di aver finto di averti accanto quando la distanza si poteva contare in deserti e ghiacciai. E' dire che sì "ti amo, [...]

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n.44

La vedi? Si guarda allo specchio e tocca un corpo che sa di essere avvizzito, simile a corpo mutato dalla profonda carezza del tempo o dal miracolo di aver vissuto, generato. Eppure tempo sufficiente non è passato né la vita in abbondanza. E' corpo vecchio, mappa logora di cicatrici, di pieghe, di vertigini affossate prematuramente. [...]

n.43

A dividerci un solo muro, distanti lo spazio di una camera. Dall'altro capo porgo l'orecchio è la parete vibra, si muove, vive simile a crisalide che rompe il guscio e diventa, infine, farfalla. Eppure non vieni da me a curar l'anima e a riposare le membra. Sei infido e crudele come un pallido mattino che [...]

n. 42

Chi sei? Sei nato e non sai chi sei, o chi sarai. Sei nato e hai imparato a camminare per le strade con scarpe non tue, sempre sui passi di qualcun altro, e le buche che hai preso, le cadute che hai fatto sono state la copia di qualcosa di già fatto. Sei nato e [...]

n.41

Cantilena di venti imbrigliati tra i rami di quel pesco in cui chiusa rimasi sotto la sua ombra mentre lenta scendeva fino ai reconditi delle viscere quel suono obliante, scuro, caldo e denso della tua voce. Eros mi toccò le membra col suo solo bisbiglio. E io fui morta, e io fui viva come Alcesti [...]

n.40

Graffi, tagli e ferite sono rami che corrono lungo i corpi inermi che fioriscono nel male di questo mare di gente. Sospiri, gemiti e urla sono canti inascoltati oltre la coltre di invisibilità che ci immobilizza. Non c'è rimedio, soluzione, redenzione c'è solo l'inesorabile, l'incontrovertibile: è Destino che incrocia e gira le viti di spine [...]

n. 39

L'amore è molto spesso una frase da leggersi a senso unico. Ha il verbo scritto forte, negli iridi dilatati, sulle pelli eccitate e nei gesti studiati, dedicato a quel complemento che altro non è che l'oggetto di un muto e sconosciuto desiderio d'amore. -D.

n. 38

Lunghe come le ombre al tramonto sono le attese di chi sa solo attendere. Vaghi e vagabondi sono i loro occhi che saltano di fermata in fermata senza sosta per raggiungere un capolinea inesistente. Sono loro i treni senza stazione. Attendono. Li riconosci perché quando li senti parlare coniugano plurali di verbi al futuro. Ecco [...]

Solo et pensoso …

Vittorio era seduto sotto il portico delle sua casa. Viveva immerso nelle campagne, molto vicino alle pendici del colle vicino. Era intento a leggere, per l'ennesima volta con difficoltà, Lolita di Nabokov. La storia lo intrigava ma c'era qualcosa che non gli rendeva godibile e scorrevole la lettura. Era uno di quei libri che si [...]

Pezzi e colabrodi

Dicono che la vita ci faccia a pezzi. Io dico che siamo fatti di pezzi, e molti li perdiamo per strada, altri vengono distrutti. Insomma, restiamo perennemente puzzle incompleti. Nessuno escluso. Però, e sì, c'è un però, non tutti accettano allo stesso modo questo destino. Ci sono quelli che si oppongono con ogni forza e [...]

n. 37

Mi chiami doppio perché sai solo essere uno. Io sono pantagruelico, soddisfo ogni appetito non per ribellione ma per libertà di essere e abbracciare la mia doppiezza. Sono il fragile e il forte, il tenero e il crudele, sono il re e il cortigiano. Chiamami Oscar Wilde se hai bisogno di un nome per odiare [...]

n. 34

Tu, che non hai capelli ma imponenti chiome. Imbattersi in te significa perdersi nel bosco della tua complessità, rabbia, distanza. Scura, profonda, odorante di menta e suolo bagnato; sei più terrosa dei frutti che sotterranei vivono. Sei Diana, padrona dei tuoi antri custode dei tuoi oblii ancella del tuo cuore. Perché tu, creatura sublime quanto [...]

n.33

Guardo fino in fondo a questo globo limpido, immobile, appiccicoso fatto di miele. Quest'iride è un scivolo ripido caderci è facile riprendersi meno. Mi precipita nel corpo di un riccio chiuso nei suoi aculei. E' un cuore spigoloso privo di dolcezze, rinchiuso nella sua geometria senza soluzione. Ma è solo il debole trucco di un [...]

n. 45

Sono le otto già da un po'. L'orologio si è appena avvitato sul suo 262800 giro. E' tardi. Le farfalle ormai sono falene, i sogni ormai mostri. Fugge, il tempo fugge come nebbia tra le mani che stringono e non afferrano. E' luna crepuscolare che nasce e che muore come l'effimera primavera. L'orologio gira, ma [...]